lunedì 31 gennaio 2011

Verso le amministrative: Milano

Valutazione post: 
Il Duomo di Milano e la Madonnina

Da lungo tempo Milano è una delle città più favorevoli, dal punto di vista elettorale, alla coalizione di centrodestra, una vera roccaforte berlusconiana mai messa in pericolo nelle competizioni elettorali svoltesi nel corso della II Repubblica.

I mutati scenari della politica italiana recente, ed in particolare la nascita del Terzo Polo con la separazione tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini e l'alleanza di quest'ultimo con l'UdC di Pierferdinando Casini, hanno tuttavia in parte mutato questo equilibrio rendendo la competizione amministrativa del 2011, se non in bilico dal punto di vista del risultato, quantomeno interessante per via della possibilità di arrivare ad un ballottaggio e alle eventuali alleanze che ne seguirebbero.

Rispetto alle altre città impegnate nelle elezioni amministrative, infatti, a Milano la griglia di partenza è quasi completa sia in termini di candidati sindaco sia di perimetro delle coalizioni.
Nell'attesa, tuttavia, di avere a disposizione tutti i nomi dei candidati in modo poterne valutare il profilo e l'appeal elettorale sui milanesi, non bisogna trascurare - come fatto per Torino e Bologna - l'andamento storico delle coalizioni contrapposte, allo scopo di cercare di capire dove e come la separazione del Terzo Polo dalle file del centrodestra potrà essere risolutiva.

A questo link si trova un file excel contenente i dati relativi alle tornate elettorali meneghine1 tra il 2005 ed il 2010, con l'eccezione delle elezioni europee 2009: sono state prese in esame, per la costruzione delle serie storiche, solo le elezioni relative a cariche monocratiche. Fa eccezione la presenza delle elezioni politiche, prese in considerazione a causa della forte personalizzazione da esse assunte sostanzialmente a seguito della nascita del fenomeno Berlusconi.

Confronto centrodestra-centrosinistra
nel Comune di Milano (2005-2010)

Il grafico conferma la preponderanza della coalizione di centrodestra nel comune meneghino, una maggioranza continua nel tempo e sempre - salvo l'eccezione delle Politiche 2008 e delle Provinciali 2009 - al di sopra della maggioranza assoluta, anche senza raggiungere mai dimensioni particolarmente eclatanti.
In particolare, il centrodestra predomina in città con una media del 51,44% e deviazione standard del 2,13%, mentre il centrosinistra arranca quasi dieci punti indietro al 42,52% di media e 3,62% di varianza. I rapporti di forza tra le coalizioni sono nell'ordine di 1,2/1,3 a 1 tra il centrodestra ed il centrosinistra, con forbice in allargamento a partire dal 2008. Entrambe le coalizioni hanno deviazioni standard basse, cosa che dimostra una certa omogeneità in termini di astensionismo da parte degli elettori di tutti e due gli schieramenti.
Il brusco calo di consensi che si riscontra nel centrosinistra tra il 2006 ed il 2008, rispetto alla discesa meno marcata del centrodestra mostra tuttavia come la separazione della sinistra riformista da quella radicale abbia pesato molto di più, in termini di consensi, dell'addio dell'UdC alla compagine berlusconiana. Significativo inoltre il fatto che il centrodestra, forte anche di un candidato di peso come Formigoni, sia stato in grado di risalire parzialmente la china nel 2010, mentre il centrosinistra langue stazionario da ormai tre consultazioni poco sotto il 40% dei consensi.

Il rapporto di forza tra i partiti all'interno delle coalizioni rispecchia anche a Milano l'andamento nazionale.

Rapporto PdL-Lega
nel Comune di Milano (2005-2010)

Rapporto PD - IdV - SEL
nel Comune di Milano (2005-2010)

Per entrame le coalizioni si assiste ad una progressiva, marcata, erosione del consenso dei partiti principali, PD e PdL, a favore di Lega Nord, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà. Se per Lega Nord e Italia dei Valori si può tuttavia parlare di conquista del consenso tra il 2006 ed il 2008, intervallo di tempo in cui le due formazioni hanno più che raddoppiato i consensi, così non è stato per gli appuntamenti elettorali tra il 2008 ed il 2010, quando il maggior peso specifico nella coalizione è stato principalmente motivato dalla perdita di voti dei partiti principali nei confronti dell'astensione.

Naturalmente i grafici non tengono conto della presenza di liste minori, spesso civiche, che tradizionalmente pescano nel bacino elettorale dei partiti maggiori, quindi l'effetto qui evidenziato è esaltato rispetto al dato reale.

Risultati ottenuti dal centrodestra
nel Comune di Milano (2005 - 2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Risultati ottenuti dal centrosinistra
nel Comune di Milano (2005 - 2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Ripartizione circoscrizioni
nel Comune di Milano (2005 - 2010)
Cliccare per vedere l'animazione

Come mostrano i cartogrammi sopra esposti, la vittoria del centrodestra a Milano è ben distribuita anche dal punto di vista geografico: negli ultimi cinque anni il centrosinistra non è mai riuscito a prevalere in nessuna circoscrizione cittadina.
È tuttavia interessante vedere come la variabilità della composizione della coalizione di centrosinistra - più mutevole nel tempo della controparte - abbia di volta in volta spostato la circoscrizione in cui tale coalizione otteneva più preferenze: se il centrosinistra classico, stile Unione, otteneva infatti i migliori risultati nella circoscrizione IX (Stazione Garibaldi - Niguarda) e nella VI (Barone - Lorenteggio), il progressivo distacco dell'ala radicale della coalizione ha portato una perdita sostanziale di consensi nella IX e un moderato acquisto nella III (Città Studi - Lambrate - Venezia), divenuta a sua volta a tratti addirittura la circoscrizione di punta della coalizione progressista nel capoluogo lombardo.

Peso delle circoscrizioni
nel Comune di Milano (2005-2010)

Proprio il peso delle circoscrizioni può assumere a Milano un'importanza considerevole: sia pure in un contesto di sostanziale stabilità nel tempo, infatti, si notano tra un appuntamento elettorale e l'altro variazioni anche grandi del peso percentuale delle circoscrizioni, in particolare tra quelle più schierate: la I (Centro Storico) per il centrodestra, e la IX per il centrosinistra.

Le candidature espresse dalle due coalizioni principali sono abbastanza estreme se posizionate sullo spettro delle posizioni politiche: Giuliano Pisapia, con un passato da parlamentare indipendente nelle file di Rifondazione Conuista, ha vinto le primarie del centrosinistra con l'appoggio dell'ala più radicale della coalizione, mentre Letizia Moratti, ex Ministro dell'Istruzione nei governi Berlusconi II e III, è da sempre una delle donne più fedeli alla linea berlusconiana. Se da un lato questo lascia poco spazio a candidature ancora più estreme, si apre invece al centro un vuoto che il Terzo Polo tenterà di colmare presumibilmente con una candidatura di alto profilo istituzionale. Sarà importante capire quanto il Terzo Polo raccoglierà da centrodestra e centrosinistra, ma, visti anche i numeri, la vittoria al primo turno della Moratti non può considerarsi in cassaforte.
Certamente questa tornata elettorale sotto la Madonnina si preannuncia quindi come una delle più combattute degli ultimi anni, e non solo per fattori puramente locali: Milano è la sede in cui si stanno celebrando i processi a carico del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, tra cui quello ormai imminente sul cosiddetto Ruby-gate. Per questa ragione in questa città, molto più che altrove, rischia di sparire il reale senso della competizione - elezione del pur importante sindaco della seconda città italiana - per arrivare ad esprimere l'ormai tristemente consueto gioco del referendum pro o contro Berlusconi.



1: il sito del Comune di Milano entra a far parte delle fonti del blog

venerdì 28 gennaio 2011

Le motivazioni dell'illegittimo impedimento

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Ugo De Siervo, Presidente della Corte Costituzionale

Il 25 gennaio è stata depositata la Sentenza 23/20111 emessa il 13 del mese dalla Corte Costituzionale, sentenza in cui è stata parzialmente bocciata la Legge 51/2010, intitolata Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza ma nota come "Legittimo Impedimento".

Secondo quanto previsto da questa legge, per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri della Repubblica costituiscono legittimo impedimento a comparire in tribunale, oltre alle attività definite nella Legge 400/1988, nel Decreto Legislativo 303/1999 e nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 novembre 1993, anche le attività preparatorie e consequenziali, nonché ogni attività ritenuta coessenziale, alla funzione di governo.
Che un'attività costituisca o meno legittimo impedimento spetta inoltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed il giudice non ha altra scelta che rinviare l'udienza a data successiva, entro il limite massimo di sei mesi salvo reiterazioni. Tale periodo di sospensione non è conteggiato ai fini della prescrizione.
La legge è considerata applicabile anche ai processi in corso, di ogni grado e tipologia.

Indipendentemente dal grado di aderenza in termini di contenuti e tempistiche della legge con la situazione contingente in cui versa il Presidente del Consiglio, stretto da una sentenza sul caso Mills che, almeno in primo grado, si avvicina inesorabilmente malgrado la prescrizione imminente, salta subito all'occhio nel contenuto della legge il sistema di fattuale autocertificazione messo in mano alla Presidenza del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio è colui che certifica se le azioni del Presidente del Consiglio costituiscono legittimo impedimento alla presentazione del Presidente del Consiglio in tribunale.

Questo meccanismo è sostanzialmente ciò che ha spinto le sezioni I e X del Tribunale di Milano, ed il GIP del medesimo tribunale, a sollevare tra il marzo ed il giugno 2010 le eccezioni le eccezioni di costituzionalità alla legge che hanno poi portato alla sentenza della Consulta del 13 gennaio 2011.

Al momento dell'esame della legge, la Corte Costituzionale ha votato a larga maggioranza - ma non all'unanimità - per una bocciatura parziale del testo. Hanno espresso parere discordante i giudici Finocchiaro, Mazzella e Napolitano, che invece propendevano per la bocciatura di tutte le eccezioni di incostituzionalità.
Nel dettaglio, è stato completamente bocciato il comma 4 dell'articolo 1, parzialmente bocciato il comma 3, promossi i commi 2, 5 e 6 e promosso anche il comma 1 in forma reinterpretata dalla Corte.

Se gli effetti della bocciatura sono evidenti a livello politico, con l'imminente ripresa dei processi a carico di Silvio Berlusconi, è altrettanto importante capire le motivazioni che hanno portato alla bocciatura, pur parziale, della legge.
Secondo la Consulta, si legge nella sentenza, le caratteristiche di autocertificazione e continuità che i commi 3 e 4 dell'articolo 1 della legge sul legittimo impedimento costituiscono, come avevano sollevato le sezioni I e X del Tribunale di Milano ed il GIP del medesimo Tribunale, una forma continuativa di immunità paragonabile nel breve termine alla situazione di non giudicabilità fornita dal Lodo Schifani e dal Lodo Alfano.
Le sentenze 24/2004 e 262/2009 relative ai due lodi citati costituiscono infatti un precedente giuridico determinante nella valutazione della legge sul legittimo impedimento, precedente che ha veicolato la sentenza in maniera determinante verso la rimozione delle cause di continuatività e automatismo - sia pur fattuale e non formale - dello stato di impedimento.
Allo stesso modo, le sentenze 225/2001, 263/2003, 284/2004 e 451/2005 limitano e regolano il rapporto tra i poteri nel caso in cui l'imputato ricopra ruolo parlamentare: la Corte afferma che la posizione dell’imputato parlamentare «non è assistita da speciali garanzie costituzionali» e nei suoi confronti trovano piena applicazione «le generali regole del processo», pur tenendo conto delle necessità dovute alla carica facendo in modo che sia programmato il calendario delle udienze in modo da evitare coincidenze con i giorni di riunione degli organi parlamentari. Non servono quindi ulteriori tutele legislative che regolino le regole di comparizione in tribunale degli eletti dal popolo, in quanto la legge vigente già ricopre pienamente la casistica.
La Corte ha quindi stabilito che la legge sul legittimo impedimento così come formulata stabilisce una deroga rispetto al normale regime di un processo, nei punti in cui l'imputato può permettersi di addurre generiche e non specificate motivazioni come impedimento e nell'impossibilità del giudice di valutare ed eventualmente respingere l'impedimento.

Entrando nel dettaglio dei singoli punti della legge, la Consulta ha ritenuto che il comma 1, che elenca genericamente i punti costituenti legittimo impedimento, non sia dichiarabile come incostituzionale in quanto esiste almeno un'interpretazione della legge che è in linea con i dettami della Costituzione. Dovrà essere il giudice a dichiarare di volta in volta lo spirito con cui è stato richiesto l'impedimento. Si legge quindi il tentativo di reinterpretazione della legge: solo in uno spirito di leale collaborazione tra i poteri dello Stato il testo di questo comma non va contro la Costituzione, e spetta al giudice valutare ogni volta che se ne fa uso se si è o meno in tale solco.
Il comma 3 di fatto limita la possibilità del giudice di rifiutare l'impedimento a due sole casistiche: che la motivazione addotta non sia in essere, oppure che non sia riconducibile ad una funzione coessenziale all'opera di governo. La Corte ha dichiarato incostituzionale il comma nella misura in cui esso limita le funzioni del giudice rispetto a quanto previsto dall'Articolo 420-ter del Codice di Procedura Penale2. Secondo la Consulta, infatti, la legge in esame priverebbe il giudice della possibilità di entrare nel merito delle motivazioni addotte e di giudicarne il livello di inderogabilità rispetto all'urgenza della convocazione in giudizio: il comma 3 della legge consente infatti una mera valutazione binaria sulla possibilità che l'impegno addotto sia o meno causa di legittimo impedimento, e, in caso di risposta affermativa, consente al giudice solo lo spostamento dell'udienza. La sentenza della Consulta invece restituisce al potere giudiziario l'ultima parola sulla valutazione dell'impedimento, permettendogli una valutazione non solo qualitativa ma anche quantitativa.
Il comma 4, infine, con la procedura dell'autocertificazione sostituisce la legge vigente con una deroga valida unicamente per le figure del Presidente del Consiglio e dei Ministri. Oltre a costituire violazione dell'articolo 3 della Costituzione, la procedura prevista dal comma 4 impedisce al giudice la valutazione dei singoli impegni addotti ad impedimento, dal momento che l'autocertificazione ha validità temporale, continuativa nell'intervallo di tempo e potenzialmente reiterabile all'infinito senza che sia necessario specificare i precisi impegni giornalieri che costituiscono impedimento.

A larga maggioranza, quindi, la Consulta ha bocciato lo spirito di una legge che avrebbe alterato in maniera pesante l'equilibrio dei poteri dal giudiziario all'esecutivo, creando uno scudo permanente alla processabilità dei potenti di turno.
I forti richiami alla Costituzione, al Codice di Procedura Penale e alle precedenti sentenze della Corte in materia dimostrano come vi sia un saldo impianto strutturale a difesa del diritto fondamentale di eguaglianza davanti alla legge e del diritto/dovere di affrontare la giustizia in un giusto processo, diritti che, malgrado i continui tentativi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, non è così facile piegare a norme ritagliate su misura per gestire situazioni molto - troppo - personalistiche.




1: la pagina di ricerca delle sentenze della Corte Costituzionale entra a far parte delle fonti del blog
2: il Codice di Procedura Penale entra a far parte delle fonti del blog

lunedì 24 gennaio 2011

Le primarie bolognesi dicono Merola

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Virginio Merola

Il 23 gennaio 2011 si sono svolte a Bologna le primarie del centrosinistra finalizzate alla scelta del candidato sindaco per le elezioni amministrative previste per questa primavera.
Con 28.363 partecipanti e 28.120 voti validi l'appuntamento si può senza dubbio considerare come un grande successo - superato di circa 4.000 unità il dato delle primarie che incoronarono Flavio Delbono nel 2008, che però riguardavano solo candidati espressione del PD - dopo i patemi che aveva suscitato la scarsa affluenza a Milano.

L'esito delle primarie, che vedevano contrapposti Frascaroli, Merola e Zacchiroli, si è risolto nettamente a favore del secondo, il candidato ufficiale espresso dal Partito Democratico, che con 16.407 preferenze, pari al 58,35% del totale, ha staccato nettamente la Frascaroli, civica appoggiata da SEL (10.119 voti, pari al 35,99%) e Zacchiroli, anch'egli civico (1.594 preferenze, il 5,67% del totale).

CandidatoFrascaroliMerolaZacchiroliBianche/NulleTotale
Borgo Panigale467 (19,92%)1.743 (74,36%)134 (5,72%)82.352
Navile1.629 (30,76%)3.450 (65,14%)217 (4,10%)355.331
Porto888 (42,90%)1.059 (51,16%)123 (5,94%)262.096
Reno784 (28,89%)1.786 (65,81%)144 (5,31%)242.783
San Donato665 (29,10%)1.499 (65,60%)121 (5,30)212.306
Santo Stefano1.594 (53,17%)1.219 (40,66%)185 (6,17%)373.035
San Vitale1,425 (45,31%)1.509 (47,98%)211 (6,71%)393.184
Saragozza1.177 (48,38%)1.075 (44,18%)181 (7,44%)282.461
Savena1.220 (27,76%)2.980 (67,57)210 (4,76%)224.432
Seggio Speciale270 (63,53%)87 (20,47%)68 (16,00%)3428
Totale10.119 (35,99%)16.407 (58,35%)1.594 (5,67%)24328.363


Il risultato delle primarie bolognesi risponde e normalizza in qualche modo la situazione rispetto a Milano, quando da più parti si era parlato di un Partito Democratico travolto dallo strumento da esso stesso inventato e di un vero e proprio "effetto PD" in grado di penalizzare significativamente i candidati espressione di tale partito.
La netta vittoria di Merola in qualche modo sfata questa visione, mostrando come il traino dei partiti possa esprimersi tanto in negativo quanto in positivo e riconducendo quindi l'esito delle votazioni alla scelta tra le persone ed i programmi in lizza. Anzi, così come era sbagliato per Milano sostenere che la vittoria di Pisapia era una sconfitta per il PD, allo stesso modo è sbagliato ritenere che il risultato di Merola ne sia una vittoria.
In un'ottica di lettura corretta, che considera le primarie un momento costruttivo di ricerca del candidato ideale per la coalizione e non un regolamento di conti interno, i due eventi di Milano e Bologna sono da interpretare unicamente come casi in cui il principale partito della coalizione ha proposto candidati che rispettivamente non erano ed erano stati considerati i migliori per battere il centrodestra.

Naturalmente, un sistema ancora relativamente nuovo e poco rodato - specie a livello locale - come quello delle primarie rende il ragionamento sopra esposto lievemente utopistico: le primarie in un modo o nell'altro sono purtroppo utilizzate come prove di forza tra i partiti, le correnti e le persone di una coalizione, prove di forza vincolate comunque alla regola che chi perde si adegua a sostenere poi il vincitore alle elezioni.
Proprio da un uso adulterato dello strumento possono nascere quindi situazioni che producono risultati in cui il candidato vincente non è quello con più chance di vincere le elezioni, ma quello con l'apparato più potente alle spalle, che si tratti di un partito, di un leader, di un movimento d'opinione.
Il punto focale è: lo strumento funziona? Le primarie, allo stato attuale, sono falsate oppure sono in grado di servire al loro scopo, ovvero individuare il miglior candidato possibile per le elezioni?
La mobilitazione del PD di cui ha potuto godere Merola non è meno degna dell'effetto Vendola che ha condotto Pisapia alla sua vittoria nel capoluogo lombardo. Pisapia e Merola hanno potuto entrambi contare su apparati vincenti, sia pure di differente connotazione ed estrazione. Stigmatizzare il primo evento come una vittoria contro l'ordine costituito ed il secondo come una grigia affermazione di un sistema di potere significa di fatto partire da un punto di vista, pur legittimo, non del tutto focalizzato sul significato reale delle primarie. Sia Pisapia sia Merola sono stati espressione di un sistema vincente a livello di coalizione, ciascuno nel proprio ambiente; e proprio il fatto che a sollecitazioni ed ambienti diversi le primarie siano in grado di consentire le vittorie di candidati provenienti da anime differenti del centrosinistra è un significativo indice della salute e della bontà di questo strumento.

Ben più grave sarebbe l'inquinamento del voto, casistica che si verificherebbe nella situazione in cui fitte schiere di elettori non appartenenti alla coalizione si fossero infiltrati alle primarie del centrosinistra per falsarne in qualche modo il risultato. Vista anche l'elevata ed inaspettata partecipazione all'appuntamento bolognese, si può dire sia stato questo il caso?

Ripartizione del voto a livello di circoscrizione
Comunali 2009 (solo centrosinistra) - Primarie 2011

Come si può vedere comparando i voti ottenuti dal centrosinistra al primo turno delle comunali felsinee del 2009 e quelli delle primarie 2011 disaggregando per quartiere, si può notare un generico fenomeno di polarizzazione: i maggiori richiami alle primarie si sono avuti nei quartieri storicamente più schierati sia con che contro il centrosinistra - Borgo Panigale e Navile da un lato, e Santo Stefano e Saragozza dall'altro. I quartieri intermedi hanno invece visto una stazionarietà se non un lieve calo.
Unica eccezione è il popoloso quartiere Savena, l'unico che ha registrato una variazione, negativa, superiore al punto percentuale. Trattandosi di un quartiere generalmente piuttosto favorevole al centrosinistra, questo dato è forse l'unico campanello di allarme in una giornata altrimenti da considerare positiva per la coalizione, pur tenendo conto che, essendo un punto percentuale in questa situazione convertibile in circa 350 persone, queste variazioni sono ai limiti delle normali oscillazioni statistiche.

L'incremento ottenuto da Santo Stefano e Saragozza, pari ad un +1,59% complessivo del peso di queste due circoscrizioni nella composizione del voto, è da intendersi come infiltrazione del centrodestra alle consultazioni?
Due fattori consentono di negare questa ipotesi.

Risultati ottenuti da Virginio Merola
disaggregati per circoscrizione

Risultati ottenuti da Amelia Frascaroli
disaggregati per circoscrizione

La prima considerazione, come già esaminato precedentemente, è puramente numerica. L'incremento riscontrato rispetto ai voti del centrosinistra alle Comunali 2009 da parte di Santo Stefano e Saragozza, in termini assolulti, è stimabile intorno alle 550 unità, ovvero una quota inferiore al 2% della partecipazione complessiva, del tutto inadeguata in caso di tentativo sistematico di sabotaggio della consultazione.
Inoltre, osservando la ripartizione geografica del voto, è evidente come la Frascaroli sia stata in grado di calamitare consensi proprio nelle due circoscrizioni interessate, riuscendo a Santo Stefano anche ad ottenere la maggioranza assoluta dei voti. Le peculiarità della figura di Amelia Frascaroli - cattolica, legata alla Caritas - con ogni probabilità quindi hanno attirato elettori maggiormente legati al mondo cattolico e ai margini del tradizionale elettorato del centrosinistra.

La vittoria di Merola alle primarie, una vittoria così convincente nelle dimensioni e così aderente alla struttura delle vittorie che il centrosinistra ha collezionato a Bologna negli ultimi anni, chiude certamente alcuni dubbi sulle prossime amministrative, ma ne apre altri di eguale portata. È inevitabile che Merola sia visto, sia come storia personale sia in relazione ai candidati con cui si confrontava, come espressione della dirigenza PD. Questa sua collocazione gli aliena di fatto le simpatie di tutti coloro che alle primarie hanno votato non tanto per Zacchiroli o Frascaroli in quanto tali, ma per protesta contro l'establishment partitico, che hanno scelto un candidato di rottura in quanto tale. Sarà difficile per Merola mantenere questi voti, se il vincolo di lealtà dato dalle primarie - chi perde sostiene chi vince - non dovesse bastare a garantire il supporto di tale fetta del popolo votante. Probabilmente parte di questi voti finirà in astensionismo, o, in misura minore, verso il MoVimento 5 Stelle.
Al tempo stesso è evidente come la Frascaroli fosse maggiormente in grado di allargare i consensi del centrosinistra all'elettorato cattolico moderato: il suo successo nei quartieri tradizionalmente più ostili al centrosinistra lo dimostra.
Tuttavia Merola si è dimostrato ampiamente in grado di chiamare al voto l'elettorato di sinistra, come dimostrano le ottime performance ottenute da Borgo Panigale e Navile rispetto alla media cittadina. La profilatura della candidatura è pertanto evidente: un classico esponente di partito, forte del consenso dei militanti nel quale pesca a piene mani ma poco capace di attirare nuovi voti rispetto comunque ad alternative dal profilo nettamente più innovativo.
Saranno quindi le mosse del centrodestra, del Terzo Polo e del MoVimento 5 Stelle a definire una volta per tutte il quadro delle amministrative delle due Torri.

sabato 22 gennaio 2011

L'amore ai tempi del bunga bunga

Valutazione post: 
Barbara Faggioli, Concetta ed Emanuela De Vivo, Iris Berardi,
Karima El Mahroug, Nicole Minetti, Roberta Bonasia

DISCLAIMER: gli stralci che seguono fanno parte dei verbali delle intercettazioni ambientali e delle deposizioni legate al cosiddetto Ruby-gate pubblicate su Dagospia, Libero, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e apparse in TV in svariate occasioni. Il post sarà cancellato qualora dovesse emergere l'illegalità di tali pubblicazioni.

10 luglio 2010 - intercettazione telefonica tra Karima El Mahroug e Luca Risso

Karima El Mahroug: ascolta 'na cosa. Mi sono sentita con con lui.
Luca Risso: chi è lui?
Karima El Mahroug: lui! Lui.
Luca Risso: lui lui? Lui il grande?
Karima El Mahroug: luiii, Gesù. Comunque...
Luca Risso: eee?
Karima El Mahroug: mi sono sentita con lui che m'ha chiamato...
Luca Risso: sì
Karima El Mahroug: m'ha chiamato proprio tre minuti fa, poi dopo m'ha chiamato Rubba. Mi ha detto che, s'è sentito con con Lele, che io ho fatto, ho scritto tutte le cose, con l'avvocato e m'ha detto che ha saputo che ho ho detto tante cose. Le ho detto, guarda, io ho detto tante cose, ma ne ho nascoste tantissime. Le ho detto tutte quelle che ho detto le ho dette per un semplice motivo, che ero messa davanti all'evidenza non potevo negare. Mi fa, ma noi non siamo in pericolo, noi siamo in difficoltà, mi fa, però sono cose da superare. Le ho detto sì, però io ti volevo fare un'altra domanda, le ho detto, che è quella che m'interessa di più. Mi fa dimmi, le ho detto, cioè, io voglio che almeno, da tutta questa situazione io ne esca con qualche cosa, perchè di tutta la situazione cioè, sinceramente, non non me ne frega niente. Lui fa, è normale, le ho lui mi fa, mi aveva detto un detto strano mi ha detto quando il mare è in tempesta non è che le persone si lasciano si lasciano soccombere, boh, una cosa del genere, mi fa
cioè.

12 luglio 2010 - deposizione di Caterina Pasquino

DOMANDA: durante la sua conoscenza con la Ruby, la stessa le ha raccontato di alcune sue amicizie di gente famosa?
RISPOSTA: ricordo che diceva di essere molto amica del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con il quale, a suo dire, è stata spesso a casa del Premier dove ha cenato, ballato e fatto sesso con lui, il quale le dava molto denaro.

13 agosto 2010 - intercettazione telefonica tra Dario Mora e Roberta Bonasia

Dario Mora: visto che sarai la... l'infermiera ufficiale...
Roberta Bonasia: sì anche lui mi ha detto così...
Dario Mora: devi fargli uno scherzo... devi prenderti su... quello che si misura la pressione finto e poi prendi su... un camicione quello che si usa...
Roberta Bonasia: quello, quello da dottoressa... con sotto niente ovviamente...
Dario Mora: ce l'hai? ce l'hai quello?...
Roberta Bonasia: eh, no, no...
Dario Mora: lo devi andar a comprare oggi...
Roberta Bonasia: eh, vado a comprarlo... sì perché non ce l'ho... viene carino però, sì, sì
Dario Mora: ti metti lo stetoscopio...
Roberta Bonasia: è vero?
Dario Mora: su... la... camicinia da infermiera...
Roberta Bonasia: e già
Dario Mora: e sotto le autoreggenti bianche...
Roberta Bonasia: guarda Lele lo faccio, ti giuro che lo faccio... non mi manca il coraggio, credimi
Dario Mora: sorpresa, però devi fare... sono l'infermiera
Roberta Bonasia: sorpresa... perché poi mi ha detto...
Dario Mora: la devo visitare gli dici...
Roberta Bonasia: una visita... privata... per accertarmi il suo stato di salute...
Dario Mora: esatto...
Roberta Bonasia: che deve essere assolutamente... di alto livello, di buon livello...
Dario Mora: esatto... sai quanto si diverte lui per una cosa del genere... da ridere da morire
Roberta Bonasia: infatti, infatti... per quel poco che l'ho conosciuto ti assicuro che è... sta allo scherzo, infatti eh...
Dario Mora: sì... sì... fa il finto malato, fa il finto malato...

23 agosto 2010 - intercettazione telefonica di Nicole Minetti e Barbara Faggioli

Barbara Faggioli: Roberta
Nicole Minetti: sì
Barbara Faggioli: com'è
Nicole Minetti: carina...
Barbara Faggioli: sì
Nicole Minetti: mmm molto carina... secondo me è innamorato
Barbara Faggioli: cosa?
Nicole Minetti: secondo me è innamorato, lui...
Barbara Faggioli: di lei?
Nicole Minetti: sì, secondo me sì...
Barbara Faggioli: abbastanza
Nicole Minetti: secondo me ha perso la testa di brutto...
Barbara Faggioli: ma dai, racconta
Nicole Minetti: no, dai... ha perso la testa... bah... è innamorato... le piace da morire...
Barbara Faggioli: ma anche lì?
Nicole Minetti: sì, sì, sì... no, una cosa pazzesca, ti giuro, non ho mai visto cosi, in tutta la mia vata, con nessuno
Barbara Faggioli: ma davero?
Nicole Minetti: ti giuro, Barby... indicibile

04 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Emilio Fede e Dario Mora

Emilio Fede: ma no, ma tutto dovuto ma neanche a dire e... cioè un attimo questo Daniele, poi va lì "Ah no, ma magari per timidezza," ma vaffanculo lat imidezza...
Dario Mora: eh, eh, eh
Emilio Fede: ... ma sapete dire grazie!
Dario Mora: quando pigliano le minchie, se ne accorgono della timidezza o no?
Emilio Fede: eh, eh... appunto!
Dario Mora: ah ah!
Emilio Fede: quando pigliano le minchie e poi in cambio i soldi... va bene? E cazzo!
Dario Mora: Ma robe da pazzi!

08 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Karima El Mahroug e Antonio Passaro

Antonio Passaro: Tu hai il papà, lo zio... a lui come lo chiami? Lo zio, il nonno? Come lo chiami?
Karima El Mahroug: E no, papi
Antonio Passaro: E siamo messi bene, Madonna mia! Fai come lanapoletana, il papi lo chiamava
Karima El Mahrough: No, no, la napoletana è un'altra cosa, io sono un'altra
Antonio Passaro: Ah
Karima El Mahroug: E quella è la pupilla, io sono il culo

17 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Giuseppe Spinelli e Karima El Mahrough

Karima El Mahrough: comunque ti prego solo una cosa non ti scordare di dirgli la mia richiesta
Giuseppe Spinelli: sì, sì sì sì, io ce l'ho già in nota è
Karima El Mahrough: sì perchè lui mi aveva detto che mi avrebbe aiutato per tutto il periodo però non l'ho più sentito poi ho perso anche il contatto
Giuseppe Spinelli: ho capito, sì, sì
Karima El Mahrough: ho cercato di chiamare Villa Grazioli, Villa San Martino, ma non me ne risponde in tutte e due, mi risponde sempre la segreteria, comunque mi servono solamente cinquemila euro, cioè
Giuseppe Spinelli: mmm, mmm
Karima El Mahrough: se glielo puoi dire

19 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Nicole Minetti e M. T.

Nicole Minetti: No ma infatti ti volevo un attimo briffare sulla cosa, nel senso... giurami che non ti prende male nel senso cioè ne vedi di ogni cioè te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l'amor del cielo però ne vedi di ogni... cioè nel senso la disperacion più totale cioè capirai.. è gente per cui è l'occasione della vita quindi ne vedi di ogni fidati di me punta sul francese che lui sbrocca gli prende bene e tutto. Digli tutto quello che fai... seconda laurea... sei stata a... tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona sì sì, si esalta di brutto non entrare nei dettagli o... vedi cosa hai fatto... te cosa hai fatto alla Sorbona... hai fatto il corso di francese???? OK mmhh tutte queste cose a lui piacciono ehh cioè... no no io lo dico nel senso per cioè nel senso per far entrare in simpatia nel senso... Meli detto fuori dai denti no... ci sono varie tipologie di... persone c'è la zoccola, c'è la sudamericana che non parla l'italiano e viene dalla favelas c'è quella un po' più seria c'è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio capito per cui ecco era solo per non confonderti nella massa non sii timida fregatene sbattetene il cazzo e via andare...

20 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra M. T. e V. B.

M. T.: non so quanto...
V. B.: dimmi.
M. T.: ... sia il caso di parlare di certe robe al telefono, ma è male. Nel senso che èproprio molto molto male, sì sì sì sì sì... eee...
V. B.: (incomprensibile)
M. T.: a no, beh, non ho...
V. B.: (incomprensibile)
M. T.: no, io ti dico che, ti posso dire una sola parola e poi magari ne parleremo a voce...
V. B.: mi hai scritto "allucinante"
M. T.: ah, ma no, uso una parola ancora più chiara, "un puttanaio" cioè proprio... no no no no no, ma proprio no no no!
V. B.: cioè che non t'aspettavi?
M. T.: no! Cioè, io posso aspettarmi che certe cose avvengano in privato, no? Perché ognuno fa assolutamente quello che vuole. Penso che non ci siano problemi se uno da adulto no? Con un altro adulto... per carità, fai pure. Il problema è che avvengono in maniera assolutamente sfacciata, disinvolta, davanti a tutti. Poi è così: ieri sera la serata era...

M. T.: di ieri che mmmm va bè, nel senso ci sono, ci sono diverse tipologie disperate alla fine è chiaro che ci sono momenti in cui ci sono più persone e momenti in cui, magari, sono quasi più più seriosi no? Ieri sera, e tu non lo sai, perchè in realtà va come in tutte le cose, un po' il padrone di casa che da lo stile alla serata no?
V. B.: mmm
M. T.: e fa gli inviti quindi. Ieri sera c'erano molte ragazze, tipo una ventina, e c'era lui e il suo fedelissimo amico che ha un ruolo importante, bassino, mmmm, adesso va bè, comunque, e molto abbronzato, che parla benissimo di lui, lo venera proprio, ti può venire in mente chi è, comunque... e poi c'era un'altra persona ancora ehm questi loro tre e basta, e tutte ragazze. E noi siamo entrate proprio senza nessun tipo di controllo nel senso che tu arrivi, fuori di casa, e dici il tuo nome e passi con la macchina tranquillamente. Io avevo la mia borsa, il mio cellulare, nessuno me l'haguardata nessuno mi ha chiesto niente. Quindi, varchi la soglia ed entri. E l'ingresso è stato proprio cioè, ma non informale, di più. Perchè queste persone lo chiamano: "amore, tesorino" cioè, ma proprio dei livelli di bassezza totale. Tu non immaginarti niente di quello che puoi immaginarti. Rendilo mmmm
V. B.: no, io mi posso immaginare solo quello che c'è scritto nei giornali.
M. T.: ecco, praticamente nei giornali dicono molto meno della verità. Cioè, anche quando lo, anche quando, diciamo, massacrano, no, cioè, è molto peggio! Molto più triste e molto più. Ti dico, non c'è nulla di pericoloso, fa tutto, a me proprio mi ha lasciato l'amaro in bocca. Ma non perché ho avuto paura, no no no, per la desolazione cioè, sai quando vedi quelle cose...
V. B.: ma più della persona o delle persone?
M. T.: no, della pers... va bè... la persona è e ti dico, cioè io ho avuto un contatto diretto non è che non l'ho conosciuto, l'ho proprio conosciuto, ma perchè lui aspettava me, e mi ha presentato a tutti, m'ha accolto in un certo modo, m'ha dedicato la canzone cioè, proprio...
V. B.: quindi è stato proprio
M. T.: sì sì sì
V. B.: ospitale?
M. T.: sì sì sì ospitalissimo, ma non aveva capito la la la questione, e del resto lui magari è abituato che se una va lì... no?
V. B.: mmm
M. T.: è pronta a tutto diciamo, ma io sai come sai, non ho problemi a dire no a nessuno quindi ero nel mio angolo...

V. B.: carisma, carismatico.
M. T.: ecco, invece no.
V. B.: no?
M. T.: a me è scaduto tantissimo. Mi ha... mi sembrava di avere di fronte non lui, ma le caricature del Bagaglino
V. B.: mmm
M. T.: ecco, io ho vissuto la serata come se fossi al Bagaglino. Hai presente quella volgarità spiccia che non è neanche tanto costruita o fantasiosa? Non è "Eyes wide shut"
V. B.: no no
M. T.: il film con Tom Cruise, cioè no!
V. B.: no no no
M. T.: una roba banale ecco. Io mi sentivo lì dentro. In questa cosa in cui a un certo punto durante la serata con l'Agostino di turno, tipo Maria De Filippi, quello con la pianola che canta, a un certo punto, non si sa bene come o perchè, qualcuno ha iniziato a far vedere il culo e da li la serata è decollata.
V. B.: ah!
M. T.: in un susseguirsi di cose più o meno volgari, ma come se fosse naturale e ti dicotutti davanti a tutti quindi questo buttasù...
V. B.: ma questo a tavola? Dopo cena?
M. T.: no no, a tavola mentre si mangiava. Dopo di che ci si è alzati e la cosa è peggiorata nella lato diciamo, no nel lato, in una sala-discoteca mmm è lì il degenero più totale cioè proprio siamo, ripeto, in un puttanaio in cui si ci si intrattiene come meglio si crede. Cioè, poi alla fine ognuno è libero di fare quello che vuole, nel senso che, è una casa privata no? E ti ripeto, io sottolineo che nessuno mi ha proposto nulla chiesto nulla alluso a niente cioè assolutamente no. Io sono stata tutta la sera seduta, piuttosto che a fumarmi la sigaretta piuttosto che a mandare un messaggio al cellulare, rispettata assolutamente. Dopo sai, anche solo il fatto di vedere certe cose, può metterti in difficoltà.
V. B.: mmm
M. T.: forse lui, pensa che tu sappia cosa vai a fare, ma perché nel caso di tutte loro è vero. No?
V. B.: ma scusa una cosa, ma tu non eri stata così, diciamo, preparata a...
M. T.: allora no, in realtà no, fino a un certo punto, nel senso che lei mi aveva detto a, non ti scandalizzare, vedrai dai un po' di tutto, ma io pensavo di vedere o delle avances o della disponibilità che poi però si sarebbe concretizzata in un'altro posto. Cioè, capisci che se io vedo uno che ammicca o una che dice dai dai dai, che ne so, è un conto no? Se poi io vedo un bacio è un altro discorso...
V. B.: mmm
M. T.: e poi io non ne vedo uno, ma ne vedo venti...
V. B.: poi tu dici, se tanto voglio dire è uno lo spazio c'è t'immagini... piuttosto...
M. T.: quello! Brava! brava!
V. B.: uno va a farsi i fatti suoi da un'altra parte dici.
M. T.: brava, brava è questo che io non mi sono spiegata. Il perché di questo buttasù collettivo e appunto, a giro no? Cioè posso dare un bacio a una come a un'altra, ma così, ripetutamente e ti ripeto davanti a tutti senza che abbia un senso. Perché allora qui c'è l'ostentazione cioè c'è il voler far vedere che lo fai secondo me. E in questo ci deve essere... alla fine... boh... questa è una persona comunque molto molto grande. Si potrebbe quasi dire adesso, non anziana, ma insomma...
V. B.: mmm
M. T.: voglio dire, ha una certa età.
V. B.: sì non dovresti avere più certi...
M. T.: ma così no.
V. B.: non dovresti viverla in questo modo.
M. T.: no, anche perché...
V. B.: queste cose...
M. T.: vorrei sottolineare che il livello di bellezza, piuttosto che simpatia o intelligenza non era da dieci e lode. Cioè, non tutte sono... c'è la disperata venezuelana che non parla una parola e che c'ha dei vestiti allucinanti, c'è neanche da dire che sono...
V. B.: tutte è
M. T.: dieci belle ragazze e anche fini, perché una bella la Nicole va bene che ha una certa bellezza molto appariscente, però è una persona che si sa vestire anche in modo fine no? E ieri sera infatti.... Io posso essere meno bella, ma comunque ho un certo tipo di modo di fare, comunque fine...
V. B.: sì sì
M. T.: e invece no. C'erano dei soggetti spaventosi.
V. B.: un livello basso insomma? Da da...
M. T.: un livello molto basso.
V. B.: ... cose che vedi in televisione insomma?
M. T.: no, ma c'erano soggetti di quell di quell'ambiente, ti ti posso citare la Cipriani.
V. B.: oh
M. T.: sì sì sì sì sì. assolutamente.
V. B.: ah lei guarda, lei vorrei sapere se c'è o ci fa ma secondo me ci è. Sicuro!
M. T.: beh però alla fine li è tutto... ti ripeto, un voler chiamare in quel cioè, io appunto, me ne sono stata in disparte e a fine serata mi ha anche chiesto: "ma ti sei divertita?" e io gli ho risposto: "beh, insomma, non è questo il mio modo", ma ti dico che anche fisicamente io lo vedevo diverso, nel senso che, quando tu puoi vedere certi discorsi che ha, ha un tipo di piglio, lascia stare che vedi che s'è rifatto che s'è tirato, però ha un piglio di una persona molto decisa cioè, anche come parla è un comunicatore no? Almeno in quello è uno che si vende bene...
V. B.: per quello ti dicevo carsimatico, nel senso che...
M. T.: e invece no. Sembrava un guarda, ti dico, mi viene bene la figura del Bagaglino cioè una caricatura...
V. B.: una caricatura di sé stesso.
M. T.: sì, bru... guarda, una cosa molto brutta e molto triste.
V. B.: perché tanto voglio dirti, cioè, si esula completamente da quella che è la propria diciamo così, la propria figura professionale voglio dire.
M. T.: assolutamente sì. Forse io pensavo che lui mantenesse un contegno e poi facesse i fatti suoi. Invece no. Assolutamente no. Cioè, lui si presenta in un certo modo, ma molto basso e mi dispiace perché, boh? Non c'è bisogno...
V. B.: ma forse a volte ci sono appunto si sono dette delle cose molto pesanti proprio, non lo so forse sulla base di di certe cose, arrivare a dire tipo: "sei malato", cioè, suam oglie lo diceva.

V. B.: a volte, sì la vita ti ti porta dai, in situazioni anche inaspettate.
M. T.: sì. imprevedibili. E ti rendi con, io quello che mi rendo, mi son cioè quello diciamo, che ho così, considerato nuovamente, ma che non potevo pensare è che proprio nella vita quello che conta molto, molto, molto, forse ho cambiato idea, ancora più della salute, che purtroppo va beh, a volte può non esserci, però sono i rapporti umani veri e sinceri. Perché tu quando vedi appunto, una persona che ha anche così tanto potere, così tanti soldi, cioè che veramente potrebbe fare qualunque cosa V., perché più di tutti noi messi insieme...
V. B.: la Madonna!
M. T.: si riduce a fare questo, infondo vuol dire che, cioè, io piuttosto sto con il nipote il figlio, la moglie non so, capito?
V. B.: la Madonna, ce ne ha.
M. T.: e brava! Qualunque altra cosa o piuttosto mi faccio una fid... tanto ti dico, ho visto che anche molte belle ragazze non gli dicono di no, no? Quindi piuttosto mi faccio la fidanzata fighissima trent'anni in meno e mi diverto così. O anche...
V. B.: però dai un senso...
M. T.: do un senso. Io ti dico
V. B.: tu dici, non vedi il senso?
M. T.: no. No, non ce l'ha. Perché ti ripeto, vuoi allora l'amante bellissima che in camera tua ci fai quello che vuoi? Ma che senso ha sto puttanaio? e lè è la mancanza, l'impossibilità di costr... tu hai paura di costruire un rapporto perché pensi che sia comunque interessato e allora fai un po' di festa così, perché non ti leghi a nessuno. Perché non ti scopri con nessuno finché c'è tutto quel bulirone. Quindi io ti ripeto, mi son sentita, ma anche le ragazze che erano li con cui poi ho parlato, e loro fra diloro comunque c'è un sacco di rivalità e competizione...

M. T.: m'avesse detto "uei senti, siccome sei una bella figa..." cioè, avrei detto "sì grazie arrivederci." Come ti ripeto, ho saputo dire no, quando mi ha detto "ahh, ma non miringrazi?" e io avevo già detto grazie, quindi, era, ti ripeto, ben chiara, poi ne parleremo, là il tipo di ringraziamento. E io ho detto no! Ho girato il culo e sono andata ehhh, ma proprio così, secca, che la Nicole m'ha detto "ho tremato" io ho detto "cazzi tuoi." Cioè, io proprio no! Se vuoi ti rido indietro tutto quello che vuoi capito? Poi io forse, sono ingenua, ho anche detto grazie anche sbrigativamente perché pensavo fosse la cosa più indolore e più veloce. Non volevo mettermi nella situazione di stare lì, dieci minuti a giustificare un eventuale "no grazie"... Cioè, secondo me in quel momento era il modo migliore per andarsene era dire "grazie!"
V. B.: beh certo! Era essere decisi comunque.
M. T.: esatto! Grazie, arrivederci. Cioè per me era la cosa migliore. Perché poi dacapire, ti ripeto, ci sono persone che non conosco, bob? Mmmm tornando indietro forse direi "no grazie non mi serve" Anche perché io, ingenuamente, poi non ho neanchepensato cosa può essere? Quanto? Di che entità? Capito?

V. B.: eh, ora che fanno tutto... e quindi di parenti non c'era nessuno immagino?
M. T.: ma va là! ma per carità!
V. B.: né i figli né
M. T.: mmmm no! Ma io spero non sappiano ehm...
V. B.: ma no, evidentemente sanno fan finta di non vedere.
M. T.: mmm
V. B.: o di non sapere?
M. T.: no, però un pò dispiace, perché, ti dico, io gli avrei voluto dire "ascolta, non puoifare qualcosa di meglio?" Per te sts... boh?
V. B.: ma vuoi che non ci sia ness... ma boh? è perché se non lo sa, cioè... boh, non lo so, è troppo complessa la psicologia in questo caso. Perché cioè, se lo sai perché non lo fai se non lo sai vuol dire che sei proprio fuori di testa allora mi preoccupo veramente per tutti noi. Cioè, voglio dirti, non ci sarà una persona che ti abbia a cuore che ti voglia bene davvero che ti oppure sei così veramente presuntuoso che non te ne frega niente di tutto quello che ti possono dire le persone te ne sbatti.
M. T.: oppure, quando hai così tanto potere, la gente più che può se ne approfitta. E alla fine boh, cerca di prendere più che può. Io quello che ho visto è questo, vai vai. Ti lascio cara.

20 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra M. T. ed il paadre

Padre: davanti a tutti?
M. T.: sì sì ma te la dico in una parola per essere fini... un puttanaio
Padre: ma ho già capito... un'orgia...
M. T.: no, no, no, no, no, non no alt no pero cioè hai capito diciamo che gli approcci erano quelli però non è che c'è niente di...
Padre: ah gli approcci erano quelli
M. T.: però sì, sì, sì, sì
Padre: tipo mani in mezzo alle gambe robe così?
M. T.: sì quelle robe sì dai
Padre: anche lui?
M. T.: no no, no, no solo lui
Padre: solo lui
M. T.: verso le verso le venti che c'erano
Padre: solo lui mmm
M. T.: c'era il suo amico lecchino
Padre: va bene va bene va bene ho capito
M. T.: poi un altro che invece mi ha molto deluso... perché lo facevo una persona di rilievo
Padre: lo so ma lo sono ehh ma quando poi davanti a quella cosa lì gli uomini sono tutti uguali
M. T.: beh babbo però a certi livelli tu puoi anche prenderti una al top e far certe robe anche 5 alla volta ma cioè in una stanza non con le prime 4 cretinette davanti a una chenon conosci potrebbe essere chiunque perché nessuno mi ha chiesto un documento

23 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Iris Berardi e Concetta De Vivo

Iris Berardi:no cioè l'unica cosa che posso dire di positivo per lui è che abbia pens... cioè che l'abbia fatto perchè ha fatto così... perchè se no veramente ma che merda sei cazzo... quando io ti dico non voglio i tuoi due di merda e ti dico... no amò mi fermo qua io più che posso cioè dai... lo sapeva bene che non mi volevo fermar lì per lui... per la gloria cioè... mi fermavo li nella speranza che mi dai qualcosìna...

25 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Concetta De Vivo, Eleonora De Vivo ed Iris Berardi

Eleonora De Vivo: brava pure secondo me amore... guarda che io le cose me le sento... l'ho visto un po' out
Concetta De Vivo: l'ho visto un po' ingrassato, capito? Imbruttito, capito? che di solito lui...
Eleonora De Vivo: sta più in forma di solito, fino all'anno scorso stava più in forma adesso sta proprio più di là che di qua...
Concetta De Vivo: negli ultimi tempi eie
Eleonora De Vivo: eh lo so, ma appunto per questo, è diventato pure brutto deve solo sganciare...
Concetta De Vivo: deve solo sganciare, brava...
Iris Berardi: speriamo che per il compleanno sia generoso, io non gli regalo un cazzo...
Eleonora De Vivo: nemmeno io dopo l'ultima volta...
Iris Berardi: a parte che poi ragazze ci ride in faccia, qualsiasi cosa gli regaliamo, perché c'ha tutto, è il più ricco del mondo

29 settembre 2010 - intercettazione telefonica tra Carlo Ferrigno e un amico

Carlo Ferrigno: Emilio Fede, tre uomini e 28 donne più o meno, tra cui Maria, che le hanno fatto fare la danza del ventre
Uomo: eh
Carlo Ferrigno: perchè è mezza araba e lo sa fare, e sono rimasti a guardarla, poi alle due di notte, due e mezza di notte, praticamente questo sai che faceva? Facevano le orge lì dentro, non con droga, non mi risulta, capito? E facevano quel lavoro lì. Facevano le orge, bevevano tutte mezze discinte, mezze così e poi lui è rimasto con due o tre di queste le altre lei è rientrata
Uomo: e Fede e anche Improprio?
Carlo Ferrigno: si, con Emilio, Maria ha ballato con Emilio Fede, gli ha fatto la proposta
Uomo: C'era Lele Mora, Fede e?
Carlo Ferrigno: Emilio Fede e Berlusconi. Berlusconi si è messo a cantare e a suonare
Uomo: loro tre e ventotto ragazze
Carlo Ferrigno: come? sì
Uomo: loro tre con ah
Carlo Ferrigno: tutte ragazze che poi alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette
Uomo: ah
Carlo Ferrigno: capito? Bella roba, tutta la la sera. Ecco quindi lei l'ha visto lì, poi gli ha regalato un anello ed un bracciale, a tutte, compreso a Maria
Uomo: ah
Carlo Ferrigno: pensa un po', che fa questo signore, quindi questa proprio in diretta, lei mi chiamava era esterefatta, poi lei l'ha presa in braccio e poi ha detto presto civedremo, ma che schifo quell'uomo ...

02 ottobre 2010 - intercettazione telefonica tra Iris Berardi e Concetta De Vivo

Concetta De Vivo: ah non lo dice quella troia...
Iris Berardi: non lo dice se va là... è una gran puttana, ma io dico come cazzo fa a vivere anche quella cazzo che siamo in mille e nessuno gli vuol bene, nessuno... cioè un cazzo...
Concetta De Vivo: brava, brava lo sai che...
Iris Berardi: vive solo nelle sue marchette... cioè come cazzo fai...

Iris Berardi: mamma mia sta gente... che palle sto vecchio... guarda... fra un po' ci manda affanculo tutte quante... qua, secondo me...
Concetta De Vivo: madonna... tu stai troppo...
Iris Berardi: quella è la volta buona che lo uccido... vado io a tirargli la statua in faccia...
Concetta De Vivo: stronza, smettila...
Iris Berardi: ma amo! cazzo... qua... ci vuole mandare affanculo senza un cazzo?...
Concetta De Vivo: madonna, non ce la faccio... ti prego

Iris Berardi: però papi qua... èia nostra fonte di lucro...

26 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug ed il padre

Karima El Mahroug: ora è venuto... sono con l'avvocato che stiamo parlando di queste cose e dobbiamo trovare una soluzione, mi ha detto... come si dice... gli ha detto... gli ha detto... Silvio gli ha detto "dille che la pagherò il prezzo che lei vuole l'importante è che lei chiuda la bocca, che neghi il tutto, e che dica che lei... che dica pure di essere pazza ma l'importante è che lei mi tiri fuori da tutte queste questioni, che io non ho mai visto una ragazza che ha diciassette anni, o che non è mai venuta a casa mia..." stiamo parlando di queste cose adesso, dopo tirichiamo, quando avrò finito con lui ti chiamerò...

26 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug e Poliana

Karima El Mahroug: è venuto da me... mi ha chiamato oggi lui... mi ha chiamato la sua segreteria due volte... mi ha chiamato il mio avvocato, mi ha chiamato Lele... mi hai chiamato tu e io stavo dormendo... è venuto il mio avvocato, è venuto adesso, ha fatto la strada da Milano ha detto "Ruby, dobbiamo trovare una soluzione... è un caso che supera quello della D'Addario e della Letizia, perchè tu eri proprio minorenne... adesso siamo tutti preoccupatissimi..."

28 ottobre 2010 - intercettazone telefonica tra Karima El Mahroug e Sergio Corsaro

Karima El Mahroug: ma non siamo preoccupati per niente, perchè... Silvio mi chiama di continuo, mi ha detto cerca di passare per pazza... per quello che... che puoi... per pazza... racconta cazzate... ma io ti sarò sempre vicino... mi fa... dì qualsiasi cosa, e avrai da me qualsiasi cosa che tu vuoi... con il mio avvocato gli abbiamo chiesto 5 milioni di euro... in cambio di... del fatto che io passo per pazza, che ho raccontato solo cazzate... e lui ha accettato... in effetti seguiremo questa... questa strada...

01 novembre 2010 - intercettazione telefonica tra Carlo Ferrigno e Mario Sacco

Carlo Ferrigno: quella sera quando quando praticamente è successo il fatto, poi la puttanella, la Minetti che m'ha detto Maria che c'era anche lei quella sera quandolei fece il ballo
Mario Sacco: mh mh
Carlo Ferrigno: a casa di Berlusconi, c'era pure la Minetti, col seno da fuori, che baciava Berlusconi in continuazione, insomma, senti, proprio un puttanaio eh? Quella Minetti lì, dice che poi non è nemmeno tanto bella, quella sera che c'erano tutte donne, Emilio Fede, Lele e lei, c'era anche la Minetti, l'ha conosciuta alle serate andava capito? E l'ha fatta divertire
Mario Sacco: a me quell'Emilio Fede lì non piace proprio per niente guarda
Carlo Ferrigno: l'ha fatta diventare Consigliere Regionale, quando praticamente Berlusconi ha detto di affidarla a lei alla Polizia

Carlo Ferrigno: tranquilla spensierata se era una serata pulita come delle serate a cui io vado a partecipare a Roma da Palmiro, un locale dove c'è la ballerina ch eballa, ma è una serataa chiunque entra, in giacca e cravatta, io non pensavo quando Lele mi disse le faccio fare il danza del ventre da Berlusconi, ma io pensavo fosse una cena pulita e una cosa, no invece, quella mi chiamava, pur essendo lei una puttanella è rimasta sterefatta quando stavano tutte discinte con le mutande, ognuno fa, mezze ubriache eccetera, in braccia a Berlusconi e se lebaciava tutte, le toccava tutte, queste venti erano una ventina di ragazze, tra cui la Minetti e le due e ah ecco, poi in particolare, sai chi è rimasto con lui poia scopare, con Berlusconi? Le due sorelle De Vivo, le gemelle De Vìvo, le hai più viste a proposito a Milano?
Mario Sacco: ah le De Vivo scusami scusami scusami, si hai ragione, le De Vivo, le De Vivo me le ricordo, le due napoletane quelle che han fatto
Carlo Ferrigno: si bravo bravo
Mario Sacco: si si si ho capito, che facevano il cir si si si
Carlo Ferrigno: quelle, sono rimaste loro due e la Fio... a scopare con Berlusconi, tutte e tre, le altre sono andate via
Mario Sacco: son rimaste, si si
Carlo Ferrigno: son rimaste a letto con Berlusconi...

04 novembre 2010 - intervista a Michelle De Conceicao Santos Oliveira da parte di un cronista di Anno Zero

Cronista: ma quando sei andata a prenderla in Questura sei andata con Nicole Minetti?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: no, Nicole non era lì con me ancora, io ero da sola
Cronista: quindi tu sei andata lì da sola, e poi?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: e poi io ho fatto la chiamata al Premier
Cronista: hai chiamato Berlusconi
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: si, per chiedere come poteva fare per aiutare una amica che aveva unproblema, lui ha parlato con me, aspetta un po' che contatto una persona e dopo ha chiamato Nicole e la Nicole è arrivata
Cronista: ma come facevi ad avere il numero di Berlusconi?
Michelle De Conceicao Santos Oliveira: perché io sono stata fidanzata di una persona che lui conosce

16 novembre 2010 - deposizione di M. T.

Dopo la cena senti ialcune delle ragazze dire "Scendiamo al bunga bunga", che poi ho capito essere inriferimento ad un locale al piano di sotto dove è allocata una sorta di discoteca. Tengo a precisare che arrivammo ad Arcore intorno alle 22.30 e quindi scendemmo nel suddetto locale, definito bunga bunga, intorno a mezzanotte e mezza ali'incirca. In questa sala vi sono divanetti, un palo da lap-dance, una sorta di banco bar e dei bagni, dove le ragazze andarono a prepararsi per la prosecuzione della serata, che da quel momento in poi assunse caratteristiche diverse da prima. Le ragazze indossarono infattiabiti succinti, alcune modificarono l'acconciatura, il trucco, e assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche, ma senza che si consumassero, almeno in mia presenza, rapporti sessuali. Ricordo ammiccamenti, balletti provocanti e allegri. Io ero seduta, ovviamente non mi sono cambiata, né mi è stato chiesto da qualcuno di cambiarmi. Faccio presente che io ho trascorso molto tempo nei bagni perché non mi sentivo a mio agio in quel contesto generale e quindi ho preferito passare molto più tempo alla toilette che nella sala adibita a discoteca. Ho visto anche che a un certo punto al centro della sala si alternarono singolarmente le ragazze presenti e alcune di loro hanno fatto anche dei balletti che si possono dire provocanti, o ironici; tra queste anche la Minetti. Questa situazione è andata avanti per circa un'ora e mezza.

19 novembre 2010 - deposizione di V. B.

DOMANDA: Rispetto ai contenuti della intercettazione telefonica che lei ha letto, quali altri particolari le ha raccontato M. T. a voce?
RISPOSTA: M. T. a voce mi ha detto che dopo la cena si sono spostati in un altrocontesto della casa, ovvero una sorta di discoteca chiamata bunga bunga, tanto chele ragazze dicevano "Adesso andiamo al bunga bunga", con un palo da lap-dance al centro e con dei camerini dove le ragazze potevano travestirsi per poi fare degli spettacolinì. M. T. mi riferì che anche la Nicole M'netti si travestì e per la precisione si travestì da uomo. Le ragazze poi si avvicinavano al Presidente. La M. T. mi disse che laserata sostanzialmente si era suddivisa in tre momenti: il momento cena, il momento "bunga bunga" e quello in cui qualcuna delle ragazze rimaneva a dormire.
DOMANDA: A voce M. T. le riferì altri particolari rispetto alla busta che ebbe a ricevere, di cui già le parlò nel corso della telefonata che lei ha testé letto?
RISPOSTA: Mi disse che la busta conteneva duemila euro suddivisi in quattrobanconote da cinquecento euro, che la busta le era stata consegnata in mezzo a due CD del cantante Apicella, che non aveva immediatamente rilevato il contenuto della busta, che poi si era disfatta dei CD ma non dei soldi che erano contenuti nella busta.
DOMANDA: Nel corso della telefonata la M. T., a proposito della busta che ebbe a ricevere, le dice anche che il Presidente le avrebbe detto: "Non mi ringrazi?"; a voce le ha detto qualcosa in più rispetto a tale circostanza?
RISPOSTA: Sì, che le aveva chiesto: "Non me lo dai un bacino?", e M. T. rispose un secco "No". M. T. mi disse anche che lei aveva vissuto questa richiesta del Presidente come non un bacino innocente, ma come una richiesta più maliziosa, almeno così lei lo avvertì in quel momento, tanto
la sua reazione di dire un "no" secco. M. T. aveva già ricevuto i due CD in mezzo ai quali vi era la busta, il cui contenuto, così come avevadetto M. T., lo aveva visto soltanto quando uscì dalla stanza dove e c'era il Presidente.

17 dicembre 2010 - deposizione di Riccardo Condorelli

Domanda: Lei conosce la signora De Conceicao Oliveira Michelle e, in caso affermativo, può precisare quando l'ha conosciuta, dove l'ha conosciuta e che ti podi rapporto ha instaurato con detta persona?
RISPOSTA: Ho conosciuto la signora De Conceicao in un periodo di circa due anni fa presso la discoteca Nepenta di Milano in periodo prenatalizio in quanto trattavasi di una cena di Natale. Poi l'ho rincontrata in una serata nella discoteca Hollywood, probabilmente una domenica sera perché era il giorno in cuinormalmente frequentavo il detto locale. Ci siamo scambiati i numeri del cellularee ci siamo visti e frequentati da quel momento per circa un anno e mezzo e ci siamovisti non più di dieci volte. Non ho allacciato una relazione sentimentale con la signora De Conceicao, ma avevo con la stessa rapporti sessuali, che avvenivano acasa mia, all'epoca io abitavo in via Piermarìni. Nelle occasioni in cui ho avutorapporti sessuali
capitava che io la chiamassi anche in orari notturni, lei veniva acasa, mi raggiungeva, avevamo un rapporto sessuale e dopodiché capitava che leisi fermasse fino alla mattina oppure addirittura che andasse via subito dopo inostri incontri sessuali, ma mai, lo ripeto, si è instaurato tra di noi nulla che facesse pensare ad una relazione sentimentale, lo ero molto chiaro con la Michelle d'altro canto lei sapeva benìssimo che quando io la chiamavo era esclusivamenteper avere con lei un rapporto sessuale...
DOMANDA: Questi rapporti sessuali venivano pagati da lei?
RISPOSTA: Non ho avuto da Michele esplicitamente richieste di denaro, questo soprattutto nel primo periodo dei nostri incontri e ciò per i primi cinque o sei mesi, però le ho fatto dei regali. Nel senso che Michele sapeva perfettamente che io ero un agente di commercio nel campo dei gioielli e quindi è capitato che a seguito proprio dei nostri rapporti sessuali io le dessi dei gioielli, anzi erano richieste esplicite che mi faceva Michelle, nel senso che non ero io spontaneamente che le facevo quel tipo di regali, ma era Michelle che mi chiedeva gioielli. Per esempio ricordo che una volta mi fece proprio la richiesta di un anello in oro bianco con una fila di brillantini di marca "Donna Oro", io qualche giorno dopo mi procurai quest'anello e glielo diedi. L'anello come valore al pubblico era di mille euro circa, nel senso che se la Michelle lo avesse acquistato in un negozio avrebbe pagato la cifra di mille euro. Ovviamente io quest'anello l'ho potuto avere con un costo di produzione, pari a 300/400 euro.
DOMANDA: Lei può indicare altri gioielli o cose similari che ha dato alla Michelle in cambio delle prestazioni sessuali?
RISPOSTA: Sì, un paio di orecchini in oro con brillanti, erano orecchini a perno con un giro d'oro al cui interno era incassata una pietra a forma di cuore, per l'esattezza un brillante. Il valore al pubblico di tale gioiello è di 1.200 euro circa. Una collana in argento con delle medaglie applicate, valore al pubblico di circa 350 euro.
DOMANDA: Oltre gioielli ha dato anche cifre in denaro alla signora Conceicao?
RISPOSTA: Da un certo momento in poi la signora Michelle ha cominciato arivolgermi dirette ed esplicite richieste di denaro, facendo riferimento a delle sue esigenze economiche, relative alla necessità di pagare l'affitto, anche se io intendevo esattamente che trattavasi di una scusa. Motivo per il quale poi decisi di interrompere ogni contatto con la Michelle. È stato questo il periodo che la Michelle ha cominciato a telefonarmi in continuazione, a mandarmi messaggi, io non rispondevo perché avevo deciso di non avere più rapporti con lei data proprio questa sua insistenza di avere da me denaro. L'ultima volta che l'ho vista risale, sela memoria non m'inganna, a tre mesi fa, fu un incontro del tutto casuale, io ero nella zona che frequento di solito, Largo La Foppa, Garibaldi, con una mia amica. Anzi, oltre questa mia amica vi erano altri miei amici. La Michelle mi vide, si avvicinò e mi chiese se poteva parlarmi un attimo. Noi ci appartammo, mi chiese perché io non rispondevo più alle sue telefonate, perché ero
sparito, che lei aveva bisogno di me perché mi considerava un amico. Ci fu quasi un alterco perché lei mi apostrofò con vari epiteti e io le dissi che non volevo avere più niente a che farecon lei e che non mi doveva più cercare, le dissi che non si doveva più permettere di crearmi situazioni di imbarazzo qualora ci fossimo ancora incontrati del tutto occasionalmente quando io mi trovavo appunto in compagnia di miei amici.

martedì 18 gennaio 2011

La FIAT, Torino, le automobili

Valutazione post: 
Lo stabilimento di Mirafiori

Il 13 ed il 14 gennaio 2011 si è tenuto a Mirafiori un referendum tra i lavoratori sul cosiddetto "piano Marchionne".

Il testo dell'accordo, reperibile a questo link sul sito FIM-CISL, ha profondamente diviso il mondo sindacale sia nei contenuti sia nelle modalità di proposizione.
Il testo dell'accordo è infatti stato presentato dalla FIAT, nella persona del suo Amministratore Delegato Sergio Marchionne, come un vero e proprio ultimatum: o l'accettazione totale del testo, o il progressivo abbandono di Mirafiori fino alla chiusura totale dello stabilimento.

I punti più controversi dell'accordo, che hanno provocato di fatto la rottura tra la FIOM, contraria all'accordo, e le altre sigle sindacali, favorevoli invece al trattato, riguardano sostanzialmente:
  • deroga al contratto nazionale (pag. 2)
  • possibilità per l'azienda di licenziare lavoratori o gruppi di lavoratori che agiscono in maniera da violare l'accordo anche senza valutazione del sindacato sulle infrazioni commesse (pagg. 3-5)
  • diminuzione delle pause da un totale di 40 minuti (15-15-10) a 30 minuti (10-10-10); i 10 minuti recuperati in tal modo saranno oggetto di una retribuzione inferiore rispetto al normale stipendio e non concorreranno alla maturazione del TFR (pagg. 6-7)
  • abolizione di paghe di posto, indennità disagio linea, premio mansione e premi speciali (pag. 9)
  • per coloro che avranno cumulato più del 6% di assenze nel periodo gennaio-luglio 2010, e per coloro che avranno almeno tre assenze inferiori a cinque giorni riguardanti giorni precedenti a festivi o giorni di riposo, non verrà pagato alcun trattamento per il primo giorno di malattia (pag. 10)
  • se dopo il 2011 il tasso medio di assenza non sarà sceso globalmente sotto il 4%, e se dopo il 2012 non sarà sceso almeno al 3,5%, non verrà riconosciuto alcun trattamento per i primi due giorni di malattia (pag. 11)
  • cassa integrazione senza preavviso per un anno (pag. 14)
  • corsi di formazione obbligatori non retribuiti per i lavoratori in cassa integrazione (pag. 15)
  • schema di turnazione al di fuori della normativa di legge (pag. 17-20)
  • ricorso a 120 ore di straordinario a persona senza preavviso anche per ritardi di produzione non dovuti all'azienda (pag. 23, 29)
  • spostamento della pausa pranzo alla fine del turno di lavoro (pag. 24)
  • solo i sindacati firmatari dell'accordo potranno costituire un proprio gruppo all'interno dell'azienda (allegato 1)
  • assenza di qualsiasi piano di investimenti dal testo dell'accordo, con riferimenti presenti nei soli allegati

Le votazioni indette tra i lavoratori hanno sancito infine i seguenti risultati (fonte FIM-CISL):

SeggioRepartoSì (%)NoNo (%)
1lastratura21250,8420549,16
2lastratura20248,1021851,90
2turno di notte26270,2411129,76
3verniciatura14060,099339,91
4verniciatura11352,5610247,44
5impiegati42195,47204,53
6montaggio37446,3443353,66
7montaggio34948,2737451,73
8montaggio36046,9440753,06
9montaggio30245,4836254,52
Totale2.73554,052.32545,95


Particolarmente importanti sono i dati relativi all'aggregazione per area:

RepartoSì (%)NoNo (%)
lastratura41449,4642350,54
verniciatura25356,4719543,53
impiegati42195,47204,53
montaggio1.38546,771.57653,23
turno di notte (non aggregabile)26270,2421129,76


Il SI all'accordo trionfa tra gli impiegati e vince largamente anche nel reparto verniciatura, un reparto altamente automatizzato in cui la presenza operaia è ormai ridotta all'osso. In lastratura il NO si impone di misura, mentre vince in maniera convincente al montaggio, l'area in cui la FIOM è più forte e in cui il lavoro delle cosiddette "tute blu" la fa ancora da padrone.

A fronte del 54% ottenuto dal SI, si può parlare di vittoria di Marchionne, quindi? Senza alcun dubbio, e senza possibilità di appello, sì.
Ma una vittoria dettata dalla paura degli operai di perdere il lavoro, e non per la forza di un piano industriale convincente per il futuro della FIAT.
Particolarmente significativo a questo proposito è il lavoro eseguito da Termometro Politico:

Tra chi ha votato Sì, il 59% degli intervistati ha addotto come motivazione la necessità di salvare il posto di lavoro, il 23% ha detto che l'accordo presenta limiti ma è accettabile mentre solo il 18% esprime un giudizio esplicitamente positivo sulle condizioni di Marchionne.
Netta la scelta tra chi si è espresso per il No: l'82% ha dichiarato che si è trattato di un ricatto dell'azienda, mentre il 9% ha indicato la riduzione delle pause e l'aumento di turni e straordinari, il 6% le restrizioni su sciopero e rappresentanza sindacale e il 3% i nuovi limiti alle assenze.

Il primo passaggio è fondamentale: il 59% di chi ha votato SI - stiamo parlando di oltre 1.600 lavoratori di Mirafiori - lo ha fatto sostanzialmente per paura di rimanere senza lavoro.
Il clima da "prendere o lasciare" imposto da Marchionne ha quindi contribuito in maniera pesante a spostare il voto di molti lavoratori, schiacciati tra l'incudine di dover sottostare ad un vero e proprio ricatto, come è stato definito da molti di quelli che hanno scelto il NO, e il martello dello spettro della disoccupazione.

"La FIAT produrrà auto, con o senza Torino."
Questo è stato lo slogan, nemmeno tanto recondito, di Marchionne, questo è stato il vero tema su cui si è deciso il referendum. Non è stata determinante la produttività, non sono stati dirimenti i piani industriali, non si è parlato di nuovi motori ecologici, di auto ibride o elettriche, di ricerca e innovazione.
Marchionne non ha nemmeno avuto bisogno di impegnarsi, di promettere qualcosa più dell'indispensabile mantenimento in esercizio dello stabilimento, perché gli operai di Mirafiori non avevano reali alternative.
Ma chi in Italia aveva il potere, il diritto ed il dovere di schierarsi dalla parte del lavoro e dei lavoratori? Chi poteva offrire un'alternativa al piano di Marchionne? Ovviamente la politica, locale e soprattutto nazionale.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Così recita l'articolo 4 della Costituzione.
Eppure la politica italiana in questo frangente si è letteralmente dissolta, adagiandosi su impotenti (dal Partito Democratico) o interessate (Popolo della Libertà) esortazioni a cercare di salvare il lavoro votando SI e sterili comizi (Sinistra Ecologia Libertà) ai cancelli della fabbrica sul furto dei diritti.

"Torino produrrà auto, con o senza la FIAT."
Questo avrebbe dovuto essere lo slogan di risposta al diktat dei vertici FIAT, il grido di una città che non vuole rinunciare a collegare lavoro e diritti, l'esortazione di un Paese che intende combattere affinché i dettami della Carta diventino realtà.
Come ottenere questo risultato?
In primo luogo polarizzando le masse. Il rapporto tra la FIAT e gli Italiani è un rapporto tra produttore e consumatore. Spesso i consumatori agiscono in maniera indipendente tra loro, e le aziende approfittano dell'assenza di reazioni coordinate da parte della massa; eppure la crescente sensibilizzazione, ad esempio, per la sostenibilità ambientale o contro il lavoro minorile dimostra che il popolo consumatore, se adeguatamente stimolato, è in grado di generare una selezione sul mercato premiando e punendo in maniera dirimente le aziende su parametri differenti da quelli strettamente legati al prodotto o servizio acquistato.
Una politica forte non si chiede se l'Italia può permettersi il modo in cui la sta trattando la FIAT. Si chiede se la FIAT può permettersi di scatenare una reazione dell'Italia. La semplice applicazione dell'articolo 4 della Costituzione avrebbe dovuto significare una mobilitazione politica totale, senza distinzioni, volta alla contemporanea difesa del diritto al lavoro e del diritto dei lavoratori marchiando a fuoco chi i diritti li usa a scopo ricattatorio.
Perché si dovrebbe comprare una macchina prodotta in un'azienda dove non sono riconosciuti certi diritti rispetto ad altre dove invece questi vengono garantiti? Certo, occorrerebbe una degna campagna di sensibilizzazione e di informazione, ma la politica nazionale è proprio nella posizione più indicata per prendere posizione.
Purtroppo per i lavoratori, il Governo ha scelto una posizione differente, ha scelto la linea di minor resistenza al potere economico della FIAT, giocando un'asta al ribasso, rinunciando a far sentire la propria voce proprio per permettere alla FIAT di portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo e inaugurare una pericolosa diffusione a macchia d'olio di deroghe e limitazioni a quanto i lavoratori avevano conquistato nelle generazioni precedenti. Il Governo ha scelto di non stare dalla parte di chi lavora e di chi paga più pesantemente l'attuale frangente di crisi internazionale.
Ma se una campagna di sensibilizzazione e boicottaggio avrebbe potuto far recedere la FIAT, o costringerla a offrire ai lavoratori maggiori garanzie, la politica avrebbe dovuto iniziare a preparasi all'eventualità di un abbandono di Mirafiori da parte della FIAT. Il mercato italiano, ad oggi, necessiterebbe di colmare l'eventuale vuoto lasciato dalla FIAT? Se sì, esistono prospettive per attitare investitori, anche stranieri? O in alternativa è possibile pensare ad un'industria pubblica sul modello di realtà virtuose e funzionanti dal punto di vista economico come Finmeccanica o Terna? In caso contrario, esiste lo spazio per una riconversione che possa massimizzare i livelli di occupazione e minimizzare i danni all'indotto? Forse sarebbe stata una ricerca vana, ma una strada che chi governa, amministrazioni locali - Comune, Provincia e Regione - in prima fila, avrebbe dovuto battere.
Purtroppo, anche in questo gli operai sono stati lasciati soli.

Ed è stato questo assordante silenzio della politica a far vincere, in ultima analisi, il SI al referendum.

sabato 15 gennaio 2011

2010, un anno torrido

Valutazione post: 
Anomalie termiche in bassa troposfera
Periodo dicembre 2010

Dal 5 gennaio sono disponibili in rete i dati relativi alle anomalie termiche satellitari, relative alla bassa troposfera1 (circa 3.000 m s.l.m.), alla media troposfera (circa 5.000 m s.l.m.) e alla bassa stratosfera (circa 10.000 m s.l.m.). Le misurazioni satellitari, pur disponibili soltando dal dicembre 1978 e quindi non in grado di fornire indicazioni di lungo periodo, sono considerate generalmente molto più affidabili delle rilevazioni al suolo, per svariati motivi:
  • la migliore copertura globale: a parte i rilevamenti in bassa troposfera, che per forza di cose escludono la zona himalayana, quella andina e quasi tutto il continente antartico, i dati satellitari abbracciano in maniera uniforme l'intero globo terrestre, laddove le stazioni metereologiche di superficie hanno distribuzioni estremamente disomogenee - basti pensare a zone impervie e praticamente disabitate come il Sahara, la foresta amazzonica o l'Antartide - obbligando all'uso di modelli matematici per ricostruire l'andamento delle zone coperte in maniera parziale
  • le migliori performance dal punto di vista temporale: l'ambiente intorno ad una stazione di superficie si modifica con il passare del tempo; fattori come l'innalzamento di un edificio, o la costruzione di un parcheggio, possono far variare in maniera drastica i dati raccolti: la separazione delle variabili microambientali da quelle macroambientali diventa quindi nuovamente oggetto di modellistica
I dati riportati nei grafici e nelle tabelle che seguono rappresentano le anomalie termiche ai tre livelli menzionati rispetto alla media delle temperature della serie trentennale 1980-2010.

Anomalie termiche in bassa troposfera (1979-2010)

Anomalie termiche in bassa troposfera (1979-2010)
Dettaglio aree geografiche

I dati della bassa troposfera lasciano poco adito a dubbi. Il 2010 è stato un anno bollente, posizionandosi in seconda posizione in termini assoluti dopo il torrido 1998 e a soli pochi centesimi di grado di distanza. Il poco nobile palmarès dell'anno appena concluso non si limita però a questa performance. Anno più caldo sulle terre emerse del pianeta. Secondo anno più caldo sugli oceani. Anno più caldo nell'emisfero boreale. Secondo anno più caldo in quello australe. Secondo anno più caldo ai tropici. Anno più caldo nella fascia temperata boreale. Anno più caldo - a parimerito con il 2002 - in quella australe. Anno più caldo nella fascia polare boreale, con un valore eccezionalmente al di sopra del grado centigrado di anomalia. Solo la fascia polare antartica, come al solito, pare non risentire del riscaldamento globale, mostrando un valore ben al di sotto della media.

Anomalie termiche in media troposfera (1979-2010)

Anomalie termiche in media troposfera (1979-2010)
Dettaglio per aree geografiche

I dati riferiti alla media troposfera sono generalmente considerati i più attendibili sull'andamento delle temperature, sia perché ricoprono veramente l'intero globo, sia perché, rilevando le anomalie a 5.000 metri di quota, sono meno influenzati dei precedenti dalle attività umane a livello locale.
Anche in questo caso, tuttavia, il 2010 si è dimostrato un anno molto caldo, nuovamente il secondo dietro al 1998. Questa volta, tuttavia, la differenza con il 1998 si è attestata nell'ordine del decimo di grado, un intervallo abbastanza corposo.
Anche nelle varie scomposizioni geografiche il 2010 si piazza sempre appena dietro il 1998, fatta eccezione per la zona temperata australe, dove i due valori sono pari, e quella artica, dove il 2010 si è dimostrato di gran lunga l'anno più caldo della serie.
Nuovamente, fa eccezione al trend di riscaldamento l'area antartica, dove l'anno si è anzi dimostrato piuttosto freddo.

Anomalie termiche in bassa stratosfera (1979-2010)

Anomalie termiche in bassa stratosfera (1979-2010)
Dettaglio per aree geografiche

La stratosfera, come si può vedere dai grafici, si mostra in netta controtendenza rispetto ai due grafici precedenti, evidenziando una tendenza al raffreddamento. In realtà, questo andamento è spiegabile con la composizione atmosferica, profondamente differente tra troposfera e stratosfera. Nella fascia più bassa di quest'ultima, infatti, si trova il guscio di ozono (O3) che circonda la Terra e la protegge dalla violenza dei raggi solari assorbendone le frequenze più pericolose per la vita così come noi la conosciamo.
Proprio questo assorbimento rende la bassa stratosfera un ambiente molto più caldo delle fasce immediatamente sottostanti e sovrastanti. La tendenza al raffreddamento è indice della progressiva disgregazione della fascia di ozono: meno ozono, meno assorbimento, minore temperatura.
Così come in troposfera è la tendenza al riscaldamento a destare allarme, qui in stratosfera lo è quella al raffreddamento. I picchi del 1983 e del 1992 sono riferiti alle violentissime eruzioni dei vulcani El Chicón e Pinatubo, in grado di proiettare ceneri e polveri fino a quote stratosferiche.

La bassa attività avuta dal Sole negli ultimi anni aveva lasciato sperare di decremento delle temperature terrestri, ma il 2010 ha disatteso categoricamente queste speranze: se è perché c'è bisogno di più tempo affinché questi effetti si facciano sentire, o perché realmente hanno un impatto trascurabile sul clima del pianeta, solo il tempo potrà affermarlo.
La situazione contingente, seppure i dati degli ultimi mesi mostrino una diminuzione delle anomalie dovuta al passaggio dell'ENSO a fase negativa, è quella di un global warming più in forma che mai.

Colpa dell'uomo? Esiste una responsabilità umana di entità apprezzabile nel riscaldamento globale?
Il governo italiano pensa di no.
Nel secondo anno più caldo degli ultimi trentuno, nell'anno in cui per la prima volta un'anomalia termica troposferica locale ha sfondato il grado centigrado, il Parlamento ha approvato il 14 aprile la mozione 1-00248 per 137 a 112, mozione che impegna il Governo a schierarsi di fatto contro l'Unione Europea in tema di politica ambientale, arrivando a negare l'esistenza del riscaldamento globale e in generale i suoi effetti.
La mozione D'Alì attacca i risultati scomodi a cui sono giunti i panel scientifici internazionali, contestandone i dati e chiedendone il ricalcolo sulla base di enti "veramente indipendenti"; la tattica è, come sempre, quella di far passare come faziosi i risultati scomodi e come onesti e indipendenti quelli comodi.
Sulla base di questo ragionamento si arriva quindi a chiedere l'abolizione dell'accordo del 20-20-20, la ridefinizione dell'abbattimento delle emissioni su base puramente volontaria, e la sospensione di generici progetti internazionali di forte impatto economico.

Una volta di più l'Italia si mostra arroccata su posizioni lontane dalla realtà, in difesa di interessi economici ormai insostenibili e del tutto incapace di lungimiranza ambientale.



1: la pagina contenente le rilevazioni satellitari entra a far parte delle fonti del blog
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